Archivio Tag: nursind

Set 21

Sicilia. Eletto il nuovo Coordinamento Regionale NurSind

Si tratta di Claudio Trovato, eletto come Coordiantore regionale, nelle fila del NurSind sin dal 2002, ha rivestito anche il ruolo di segretario territoriale di Ragusa e di Salvo Calamia, eletto come vice coordinatore regionale, attuale segretario NurSind di Trapani.

Il Coordinamento Regionale del Nursind Sicilia, alla presenza di tutti i segretari territoriali, riunitosi nella giornata di ieri a Catania, per eleggere il nuovo Coordinatore e vice Coordinatore NurSind.

Nella foto da sinistra, Claudio Trovato e Salvo Calamia

Per Trovato e Calamia, eletti all’unanimità, ora arriva questo nuovo impegno che li vede al vertice del Sindacato in ambito Regionale. La Redazione di InfermieristicaMente.it augura, al neo Coordinamento Regionale NurSind, un profiquo lavoro

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Gen 30

Aggressioni agli Infermieri. Audizione in Senato del NurSind in Commissione Igiene e Sanità. Ecco le proposte al disegno di legge 867

  • Aumentare la disponibilità del fondo sanitario nazionale e adeguare gli organici dei servizi/reparti delle strutture sanitarie.

  • Riproporre una campagna nazionale a cura del Ministero della salute di educazione e sensibilizzazione pubblica, anche attraverso le scuole, al fine di veicolare nell’opinione pubblica l’alto valore sociale delle professioni sanitarie.

  • Far sì che il rischio “aggressione” sia considerato dal datore di lavoro alla stregua del rischio “incendio”: sia fatta formazione obbligatoria al personale.

  • Vista la maggiore rappresentanza tra il personale infermieristico nei luoghi di lavoro, che il NurSind faccia parte dell’Osservatorio di cui all’art. 1 del DDL 867 per poter continuare a dare il nostro contributo in un tema per noi particolarmente caro.

Sono queste le quattro proposte che oggi il NurSind ha presentato in Audizione al Senato in Commissione Igiene e Sanità.

Salvatore Vaccaro

Salvatore Vaccaro, Vice Segretario Nazionale NurSind, ha esposto in maniera inappuntabile la posizione del Sindacato nei confronti del crescente fenomeno delle aggressioni, una escalation che non accenna ad arrestarsi. Le proposte avanzate sono frutto degli studi sulle aggressioni condotti da NurSind nel 2013 e nel 2017 che hanno rivelato un incremento esponenziale del fenomeno nei luoghi più sensibili, e dimostrato l’efficacia parziale dei provvedimenti attuati dalle aziende sanitarie per contrastare il fenomeno.

 

  1. Aumentare il numero del personale ha dimostrato un’efficacia del 72,1% sulla riduzione della aggressioni:l’aumento del fenomeno è direttamente proporzionale al progressivo definanziamento del SSN che indubbiamente ha causato uno scadimento dei servizi, in primo luogo legato alla diminuzione del personale che, a caduta causa ritardi nelle prestazioni, allungamento delle liste e dei tempi di attesa, aumento dei carichi di lavoro con un’incidenza sulla qualità dell’assistenza e sugli esiti ottenuti (tali assunti sono anche desumibili dallo studio Rn4cast Italia), con la diretta conseguenza dell’esasperazione dei cittadini per i tempi di attesa nei pronto soccorso italiani e i corridoi dei reparti adibiti a stanze senza alcuna privacy con pazienti ricoverati in barella o, peggio ancora, in sedia.

  2. I corsi di autodifesa hanno inciso per il 58,3% sulla riduzione delle aggressioni: considerare il rischio “aggressione” alla stregua del rischio “incendio”; sia fatta formazione obbligatoria al personale sull’autodifesa e sulla gestione dell’aggressività; siano individuate le potenziali situazioni di rischio e siano prese le dovute precauzioni come la presenza di un posto di polizia o personale di vigilanza privata vicino ai pronto soccorso e alle psichiatrie. Prevedere che sia a carico del datore di lavoro l’obbligo di denunciare (d’ufficio) alla Procura della Repubblica chi aggredisce il personale sanitario e che non debba esporsi direttamente il lavoratore.

  1. Riproporre una campagna nazionale a cura del Ministero della salute di educazione e sensibilizzazione pubblica, anche attraverso le scuole, al fine di veicolare nell’opinione pubblica l’alto valore sociale delle professioni sanitarie e dei lavoratori del comparto sanità. I casi di malasanità, spesso amplificati dai media, contribuiscono a creare dei pregiudizi negativi verso chi è al servizio esclusivo della Nazione (art. 98 Costituzione) ma nella stragrande maggioranza dei casi il frutto del nostro lavoro è una buona sanità con milioni di vite salavate.

Già nel 2013 NurSind ha lanciato una campagna nazionale di sensibilizzazione della cittadinanza all’interno dei pronto soccorso e dei luoghi più a rischio, con manifesti e iniziative social. Lo slogan proposto era “L’aggressione non è la soluzione” ad indicare che la soluzione dei problemi sanitari dei cittadini non poteva essere trovata in atti di violenza verbale o fisica anzi, viceversa, questi potevano solo acuirli arrecando ulteriore danno alla collettività (lo studio indica anche una stima della perdita economica del sistema sanitario sulla scorta delle giornate di assenza dovute agli infortuni per aggressioni).

Fonte: www.infermieristicamente.it

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Gen 30

Rappresentatività NurSind Comparto Sanità. La Sicilia leader nel Sud Italia

Boom di iscritti a livello nazionale al NurSind e,  un contributo decisivo arriva dalla Sicilia.

I dati di crescita,  pubblicati di recente dall’Aran, riconoscono  alla sigla autonoma la più alta percentuale  di crescita tra tutte  le altre sigle sindacali,  pari  al 2,64%, confermando un trend in salita per il secondo triennio consecutivo.

Con oltre 4.500 iscritti la Sicilia si impone come una delle regioni italiane capofila incidendo con un buon 18% sull’accertamento di rappresentatività  per il triennio 2018 – 2021 del comparto sanità.

“La Sicilia – spiega Agata Cocco Coordinatore regionale Sicilia – ha avuto un ruolo rilevante nel raggiungimento di questo obiettivo. Questi risultati, che ci riempiono dii orgoglio,  sono frutto della condivisione di obiettivi nazionali ma prima di ogni cosa rappresentano il risultato dell’impegno quotidiano dei nostri segretari territoriali, che si spendono con dedizione e costanza per la tutela dei diritti degli infermieri.  Sono il risultato di una corretta azione sindacale fatta di scelte che mirano, come più volte citato dal nostro segretario nazionale Bottega , al riconoscimento del “giusto e non del possibile”.

“Non ci sorprendono  quindi questi risultati – prosegue Cocco – piuttosto ci confermano come oggi gli infermieri  siciliani scelgano di essere rappresentati da infermieri  per  dare decoro e dignità alla nostra professione e ci riconoscano perciò  come l’unico sindacato di categoria”.

Nel dettaglio, il saldo annuale tra nuove iscrizioni e disdette è cresciuto progressivamente tra il 2015 e il 2018, passando da 158 nel 2015 a più 491 del 2018, con un incremento annuale di 471 nuovi iscritti nel 2016 e 525 nel 2017 .

È Catania la provincia che ha registrato il maggior numero di nuove iscrizioni.In tre anni la segreteria guidata da Salvatore  Vaccaro è passata da 80 nuove iscrizioni del 2015 a 340 nel 2018 confermando il primato di rappresentanza regionale per adesioni.

Boom  a Palermo dove nella segreteria guidata da Aurelio Guerriero  tra il 2017 e il 2018 si è avuta una media di 200 per anno.

Crescita esponenziale anche nella segreteria di Messina con il segretario Ivan Alonge, che lo scorso anno ha messo a segno 130 nuovi iscritti con un trend sempre in crescita.

Exploit si registra anche ad Agrigento, dove il segretario Salvo Terrana ha registrato ben 90 nuovi iscritti nel 2018, ben raddoppiando il dato del 2017 dando un importante contributo al trend in salita.

Crescita costante di iscritti a Caltanissetta dove la rappresentanza NurSind, guidata da Giuseppe Provinzano, era  già molto folta.

A Trapani il segretario Salvo Calamia ha aggiunto alla famiglia del NurSind Sicilia altri 50 iscritti nello scorso anno e traguardi importanti a Ragusa, con il neosegretario Giuseppe Savasta che registra una escalation di adesioni.

Numeri in aumento giorno dopo giorno anche nella segreteria di Siracusa guidata da Vito Fazzino così come a Enna dove Milko Pavone consolida le posizioni raggiunte con la sua intensa attività sindacale.

Fonte: www.infermieristicamente.it
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Gen 21

Demansionamento Infermieristico e potenziamento degli organici, il NurSind intensifica gli sforzi: “pronta la nota per l’assessorato, tutelare gli Infermieri e garantire la salute dei pazienti”

Lotta contro il demansionamento degli infermieri, il potenziamento degli organici, la tutela dei lavoratori.

Sono le priorità del Nursind che ha riunito per la prima volta a Palermo il proprio coordinamento regionale 2019 alla presenza dei rappresentati di tutte le segreterie provinciali. A guidare i lavori il coordinatore regionale Agata Cocco e il vice Pippo Calà.

Nella foto da sx, Pippo Calà, Agata Cocco, Giuseppe Provinzano

“Oggi uno dei problemi più gravi e irrisolti che interessa gli infermieri è quello del demansionamento – spiega Cocco – e stando all’attuale situazione degli organici appare un fenomeno irrisolvibile. È necessaria una strategia di implementazione del personale che opera nei reparti e su questo fronte ci batteremo come abbiamo sempre fatto, intensificando i nostri sforzi in ogni direzione”. Il NurSind è stato infatti uno dei precursori nella lotta contro il demansionamento e in Sicilia vanta sentenze favorevoli prossime passare in giudicato.  L’evento, molto partecipato, si è svolto alla presenza dei rappresentanti delle segreterie territoriali di tutta la Sicilia. Del demansionamento infermieristico si è discusso a lungo durante la riunione che si è tenuta sabato scorso nei locali della segreteria palermitana. Sono state avanzate alcune proposte che nel breve verranno presentate all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. Si è discusso anche della nuova rete ospedaliera e la coordinatrice Agato Cocco, nell’illustrare le linee per il prossimo triennio, ha sottolineato l’importanza della partecipazione: “La presenza dei segretari territoriali provenienti da tutta la regione – hanno dichiarato Agata Cocco e Pippo Calà –riempie d’orgoglio e carica di responsabilità il coordinamento regionale. Durante la seduta, si è deciso di comune accordo ai segretari territoriali, di articolare ulteriormente il coordinamento stesso mediante l’istituzione del segretario amministrativo regionale individuato nella persona di Giuseppe Provinzano, già segretario territoriale di Caltanissetta”.

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Dic 12

L’Enpapi finisce ancora una volta nella bufera. I soldi degli infermieri sarebbero stati investiti in operazioni rischiose

Ancora una volta l’Enpapi, l’ente previdenziale degli infermieri finisce nella bufera: cinque gli indagati per corruzione, tra cui il Presidente Mario Schiavon insieme ad il Direttore Generale Marco Bernardin, ed il Direttore Generale vicario Luca Di Fazio.

Il capo di accusa : Corruzione ed ostacolo all’esercizio delle funzioni pubbliche.

Già a Gennaio di quest’anno era balzato alla cronaca l’incredibile anomalia dello stipendio pagato al Presidente dall’Enpapi; allo stipendio di 110mila euro l’anno, si aggiungevano gettoni di presenza da 400 euro per ciascun impegno d’istituto, come solo anche entrare in ufficio, insieme ad altri benefit tra cui l’abitazione a Roma e una diaria per il ristorante.

Oggi a quasi distanza di un anno, dall’inchiesta portata avanti dal Procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal nucleo di polizia valutaria, è emerso che i fondi degli infermieri venivano investiti in operazioni rischiose per stipulare contratti con società in cambio di vantaggi economici.Ad essere sequestrati pile di documenti, computer e supporti informatici.Oltre alla sede centrale di Enpapi, sono state perquisite anche le sedi di altre 6 aziende: Energy Asset srl, Milium Fiduciaria srl, Lauria srl, Tendercapital Ltd, First Advisory srl e Valeur Capital, tutte con sede a Milano fatta eccezione per l’ultima.

fonte: www.infermeiristicamente.it

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