Archivio Categoria: Nazionali

News delle testate giornalistiche nazionali riguardanti il Sindacato delle professioni infermieristiche “Nursind” e la professione infermieristica

Gen 30

Aggressioni agli Infermieri. Audizione in Senato del NurSind in Commissione Igiene e Sanità. Ecco le proposte al disegno di legge 867

  • Aumentare la disponibilità del fondo sanitario nazionale e adeguare gli organici dei servizi/reparti delle strutture sanitarie.

  • Riproporre una campagna nazionale a cura del Ministero della salute di educazione e sensibilizzazione pubblica, anche attraverso le scuole, al fine di veicolare nell’opinione pubblica l’alto valore sociale delle professioni sanitarie.

  • Far sì che il rischio “aggressione” sia considerato dal datore di lavoro alla stregua del rischio “incendio”: sia fatta formazione obbligatoria al personale.

  • Vista la maggiore rappresentanza tra il personale infermieristico nei luoghi di lavoro, che il NurSind faccia parte dell’Osservatorio di cui all’art. 1 del DDL 867 per poter continuare a dare il nostro contributo in un tema per noi particolarmente caro.

Sono queste le quattro proposte che oggi il NurSind ha presentato in Audizione al Senato in Commissione Igiene e Sanità.

Salvatore Vaccaro

Salvatore Vaccaro, Vice Segretario Nazionale NurSind, ha esposto in maniera inappuntabile la posizione del Sindacato nei confronti del crescente fenomeno delle aggressioni, una escalation che non accenna ad arrestarsi. Le proposte avanzate sono frutto degli studi sulle aggressioni condotti da NurSind nel 2013 e nel 2017 che hanno rivelato un incremento esponenziale del fenomeno nei luoghi più sensibili, e dimostrato l’efficacia parziale dei provvedimenti attuati dalle aziende sanitarie per contrastare il fenomeno.

 

  1. Aumentare il numero del personale ha dimostrato un’efficacia del 72,1% sulla riduzione della aggressioni:l’aumento del fenomeno è direttamente proporzionale al progressivo definanziamento del SSN che indubbiamente ha causato uno scadimento dei servizi, in primo luogo legato alla diminuzione del personale che, a caduta causa ritardi nelle prestazioni, allungamento delle liste e dei tempi di attesa, aumento dei carichi di lavoro con un’incidenza sulla qualità dell’assistenza e sugli esiti ottenuti (tali assunti sono anche desumibili dallo studio Rn4cast Italia), con la diretta conseguenza dell’esasperazione dei cittadini per i tempi di attesa nei pronto soccorso italiani e i corridoi dei reparti adibiti a stanze senza alcuna privacy con pazienti ricoverati in barella o, peggio ancora, in sedia.

  2. I corsi di autodifesa hanno inciso per il 58,3% sulla riduzione delle aggressioni: considerare il rischio “aggressione” alla stregua del rischio “incendio”; sia fatta formazione obbligatoria al personale sull’autodifesa e sulla gestione dell’aggressività; siano individuate le potenziali situazioni di rischio e siano prese le dovute precauzioni come la presenza di un posto di polizia o personale di vigilanza privata vicino ai pronto soccorso e alle psichiatrie. Prevedere che sia a carico del datore di lavoro l’obbligo di denunciare (d’ufficio) alla Procura della Repubblica chi aggredisce il personale sanitario e che non debba esporsi direttamente il lavoratore.

  1. Riproporre una campagna nazionale a cura del Ministero della salute di educazione e sensibilizzazione pubblica, anche attraverso le scuole, al fine di veicolare nell’opinione pubblica l’alto valore sociale delle professioni sanitarie e dei lavoratori del comparto sanità. I casi di malasanità, spesso amplificati dai media, contribuiscono a creare dei pregiudizi negativi verso chi è al servizio esclusivo della Nazione (art. 98 Costituzione) ma nella stragrande maggioranza dei casi il frutto del nostro lavoro è una buona sanità con milioni di vite salavate.

Già nel 2013 NurSind ha lanciato una campagna nazionale di sensibilizzazione della cittadinanza all’interno dei pronto soccorso e dei luoghi più a rischio, con manifesti e iniziative social. Lo slogan proposto era “L’aggressione non è la soluzione” ad indicare che la soluzione dei problemi sanitari dei cittadini non poteva essere trovata in atti di violenza verbale o fisica anzi, viceversa, questi potevano solo acuirli arrecando ulteriore danno alla collettività (lo studio indica anche una stima della perdita economica del sistema sanitario sulla scorta delle giornate di assenza dovute agli infortuni per aggressioni).

Fonte: www.infermieristicamente.it

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Dic 12

L’Enpapi finisce ancora una volta nella bufera. I soldi degli infermieri sarebbero stati investiti in operazioni rischiose

Ancora una volta l’Enpapi, l’ente previdenziale degli infermieri finisce nella bufera: cinque gli indagati per corruzione, tra cui il Presidente Mario Schiavon insieme ad il Direttore Generale Marco Bernardin, ed il Direttore Generale vicario Luca Di Fazio.

Il capo di accusa : Corruzione ed ostacolo all’esercizio delle funzioni pubbliche.

Già a Gennaio di quest’anno era balzato alla cronaca l’incredibile anomalia dello stipendio pagato al Presidente dall’Enpapi; allo stipendio di 110mila euro l’anno, si aggiungevano gettoni di presenza da 400 euro per ciascun impegno d’istituto, come solo anche entrare in ufficio, insieme ad altri benefit tra cui l’abitazione a Roma e una diaria per il ristorante.

Oggi a quasi distanza di un anno, dall’inchiesta portata avanti dal Procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal nucleo di polizia valutaria, è emerso che i fondi degli infermieri venivano investiti in operazioni rischiose per stipulare contratti con società in cambio di vantaggi economici.Ad essere sequestrati pile di documenti, computer e supporti informatici.Oltre alla sede centrale di Enpapi, sono state perquisite anche le sedi di altre 6 aziende: Energy Asset srl, Milium Fiduciaria srl, Lauria srl, Tendercapital Ltd, First Advisory srl e Valeur Capital, tutte con sede a Milano fatta eccezione per l’ultima.

fonte: www.infermeiristicamente.it

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Nov 10

Torino. Congresso Nazionale Nursind, sono tre i siciliani eletti: ecco nomi e cariche

Tre siciliani sono stati eletti al congresso nazionale del NurSind che si è tenuto a Torino.

Si tratta di Salvo Vaccaro già segretario territoriale del Nursind Catania, confermato nel direttivo e nominato vicesegretario nazionale.

Con lui Ignazio Curto, del Nursind di Caltanissetta, primo eletto nel Collegio nazionale dei revisori dei conti, e Massimo Latella della segreteria di Messina, anche lui primo nel Consiglio dei probiviri.

Durante i tre giorni di lavoro del congresso nazionale sono intervenuti delegati sindacali ed esperti che hanno fatto il punto sulla scelta della mancata firma del contratto collettivo 2016-2018 da parte del Nursind, l’unica sigla a non aver sottoscritto l’accordo avendo espresso un giudizio fortemente negativo.

Si è discusso anche degli aspetti giuridici legati ai principali contenziosi in atto, delle novità in tema di privacy e delle prospettive future del sindacato. I siciliani eletti a Torino hanno ringraziato le segreterie territoriali e hanno augurato buon lavoro “per una costruttiva collaborazione, per la condivisione delle linee programmatiche e progettuali per il prossimo triennio”.

Salvatore Vaccaro  

 

 

 

 

 

 

 

 

Ignazio Curto

Massimo Latella

 

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Lug 22

Infermieri. “A rischio l’indennità di turno”. Ecco cosa prevede il nuovo CCNL

Gli effetti del nuovo CCNL comparto sanità non tardano ad arrivare. 

Già alcune aziende ospedaliere, come ad esempio il S.Orsola di Bologna, hanno informato le OO.SS. che metteranno in atto quanto previsto dal nuovo CCNL. 

Gli Infermieri con l’applicazione del nuovo CCNL comparto sanità, rischiano di perdere l’indennità di turno, anche lavorando in servizio su due o tre turni.

Questa condizione si potrebbe verificare per ragioni, che non potranno essere imputabili alla volontà del lavoratore.  E dopo il danno, delle indennità rimaste ferme al secolo scorso, adesso anche la beffa per gli infermieri, che corrono il rischio addirittura di perderle.

Tradotto in breve, significa che per gli Infermieri sarà più difficile, in base alla turnistica, mantenere l’indennità di turno e di conseguenza con l’aggravante di vedersi ridurre lo sdipendio

Cosa prevede il CCNL del Comparto sanità firmato da: FIALS le due FSI e la TRIADE (CGIL-CISL-UIL).

Stabilisce che le “indennità per particolari condizioni di lavoro” (art.86 comma 3 e 4 CCNL) saranno corrisposte soltanto se:

  • nel caso dei 3 turni (M-P-N); che nell’arco del mese si evidenzi un numero sostanzialmente equilibrato dei turni svolti di mattina, pomeriggio e notte ovvero sia almeno pari al 20%.

  • nel caso de 2 turni (M-P); che  nell’arco del mese si evidenzi un numero sostanzialmente equilibrato dei turni svolti di mattina e pomeriggio ovverosia almeno pari al 30%.

Adesso le OO.SS. firmatarie preoccupati di perdere consenso tra i loro iscritti cercano di correre ai ripari, chiedendo alle aziende di aumentare i progetti per gli Infermieri e salvaguardare le indennità di turno.

Un problema che non sarà facile da risolvere, in quanto il fondo di cui all’art. 80 del CCNL (Fondo condizioni di lavoro e incarichi), fondo  da dove vengono prelevate le somme per remunerare agli infermieri le indennità di turno, non è stato aumentato.

WWW.INFERMIERISTICAMEMTE.IT

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Mag 21

Firmato il CCNL del comparto sanità 2016-2018. NurSind NON firma: “Tuteleremo i nostri diritti e quelli dei lavoratori nelle sedi giudiziarie”

NurSind: “non abbiamo firmato perché è un contratto in perdita per i lavoratori. Tuteleremo i nostri diritti e quelli dei lavoratori nelle sedi giudiziarie. L’obbligo di svolgere lavoro straordinario è inaccettabile per la dignità dei lavoratori.”

A seguito della certificazione della Corte dei Conti oggi presso l’Aran si è tenuto l’incontro per la sottoscrizione definitiva. Poco prima delle ore 16 i sindacati hanno sottoscritto definitivamente il CCNL 2016-2018 del comparto sanità.

NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, ha ritenuto di non sottoscriverlo.

“E’ un atto di coraggio e coerenza – commenta Andrea Bottega segretario nazionale NurSind – perché abbiamo fin da subito evidenziato come questo testo sia peggiorativo per la categoria e per molti lavoratori che garantiscono ogni giorno il diritto costituzionale alla salute. In particolare vogliamo ricordare che:

  • l’elemento perequativo che compensa ai redditi più bassi il venir meno del bonus previsto dal Governo, termina al 31 dicembre 2018;

  • le indennità di turno in diversi casi non saranno più erogate (con conseguente perdita economica) perché è stata definita una soglia più elevata da quanto stabilito in molti contratti aziendali;

  • scompare il diritto alla pausa mensa per il personale che garantisce i servizi nelle 24 ore anche se lavora 12 ore consecutive;

  • compare l’obbligo di svolgere lavoro straordinario;

  • si precarizzano gli incarichi di coordinamento (capo sala);

  • si deroga al riposo minimo giornaliero;

  • si estendono le indennità di area critica ad alta funzione infermieristica al personale di supporto ma solo dove l’impegno richiesto è notevolmente inferiore rispetto allo stesso personale che lavora nelle aree internistiche o chirurgiche;

  • gli istituti contrattuali non sono esigibili in egual modo tra i dipendenti penalizzando soprattutto il personale turnista;

  • la valorizzazione della carriera professionale per il personale sanitario non può avere applicazione perché non c’è personale in servizio che ne abbia i requisiti (fatta eccezione per il personale di triage dei Pronto Soccorso).

Un contratto che lede la dignità dei lavoratori che aspettavano un minimo di riconoscimento dopo 9 anni di blocco, non può essere sottoscritto da chi ritiene prioritario che la rappresentanza dei lavoratori venga prima di ogni altro interesse anche quello della stessa organizzazione sindacale.

NurSind, – conclude il segretario nazionale – lotterà nei tribunali per tutelare il diritto alla contrattazione decentrata per chi ha partecipato alla trattativa nazionale e i diritti dei lavoratori che questo contratto lede.

Fonte: www.infermieristicamente.it

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