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Nov 22

Attentati a Parigi. David, l’Infermiere che ha soccorso un ferito. Gli ha aperto la giacca e scopre che era il Kamikaze.

soccorsi-parigiParigi 13 Novembre ore 21.40. David, INFERMIERE Parigino di 46 anni, venerdì sera era uscito per godersi una serata come tante altre al Caffè Comptoir Voltaire.

Poi, all’improvviso, l’esplosione. Lì per lì, tutti avevano pensato a una fuga di gas, da una settimana c’erano lavori in corso alle tubature della zona.

David, Infermiere di professione, non ci ha pensato un momento e ha soccorso l’unico ferito che sembrava avesse perso conoscenza disteso a terra, con un’enorme ferita su un lato del corpo. “Non aveva nulla di speciale, era solo privo di sensi – racconta David – L’ho sdraiato a terra, pensavo fosse uno dei tanti clienti vittima di un’esplosione causata da una fuga di gas. Ho iniziato a effettuare un messaggio cardiaco nel tentativo di rianimarlo, insieme a un’altra persona”. Solo più tardi, quando gli strappa i vestiti per praticargli un massaggio cardiaco, David si accorge della presenza di fili colorati e di bulloni sul pavimento, misti al sangue. “In quel momento ho capito che si trattava di un kamikaze”.

Ibrahim Abdeslam, questo il suo nome, si era appena fatto esplodere al Caffè Comptoir Voltaire, poco distante dal Bataclan, dove sono state uccise circa 130 persone.

Ad una settimana di distanza dai terribili episodi successi a Parigi, si susseguono notizie e fatti, sino ad ora sconosciuti, che attraverso racconti fatti da persone che si sono trovate coinvolte o da giornalisti, assumono aspetti molto particolari, e che continuano ad emergere sugli attentati che hanno insanguinato Parigi.

A raccontarla, per conto di David, ancora sotto shock, è Hervé Deguine, ex giornalista e residente nel quartiere di boulevard Voltaire. Deguine ha raccolto molte testimonianze di feriti e vicini per ricostruire quanto accaduto in quello che descrive come «un attentato dimenticato dai media». «Non ci sono stati altri morti, oltre al kamikaze. Per questo, sul Comptoir Voltaire c’è stata meno attenzione rispetto agli altri attacchi – spiega -. Ma ci sono almeno 4 feriti gravi, una signora è stata completamente sfigurata. Anche queste sono delle vittime, e hanno bisogno di essere ascoltate».

I fatti che Deguine ha potuto ricostruire sono molto dettagliati. Ibrahim entra nel caffè poco prima delle 21.40, vestito in modo del tutto normale, e si dirige verso i tavolini della ‘terrasse’. La cameriera, Catherine, lo accoglie e gli chiede cosa vuole ordinare. Senza proferire parola, il kamikaze apre il giaccone e aziona l’ordigno. «Aveva addosso due bombe, una sulla schiena e una davanti. Ma solo quella dietro è esplosa», racconta l’ex vicesegretario di Reporter senza frontiere. «Circa 15 persone restano ferite, tra cui la ragazza e una coppia seduta proprio davanti al terrorista. L’esplosione l’ha spedito contro la vetrata che si è incrinata». Ancora oggi sui tavolini del locale si vedono le piume uscite dal suo giaccone. A quel punto, David Infermiere Parigino di 46 anni – ancora ignaro di quanto stesse accadendo per le strade di Parigi – tenta istintivamente di soccorrere l’uomo che gli appare nelle peggiori condizioni. Lo sdraia a terra con l’aiuto di un’altra persona. Gli apre quel che resta dei vestiti e vede dei fili elettrici «arancioni, rossi e neri». «La parte davanti della bomba era rimasta inesplosa», prosegue il racconto di Deguine. L’infermiere, senza dire nulla per non creare ulteriore panico tra gli altri clienti, fa uscire tutti dal caffè, poi dà l’allarme ai pompieri che intanto erano arrivati sul posto. I soccorritori chiudono l’area nel timore che l’ordigno possa ancora esplodere. E in quel momento, David l’infermiere capisce: Parigi è sotto attacco.

Ecco cos’è e cosa fa un INFERMIERE…

Dobbiamo avere il coraggio di dirlo che conosciamo la tecnologia, che conosciamo le tecniche di emergenza-urgenza che conosciamo i farmaci ed i trattamenti farmacologici, che situazioni come quella di Parigi siamo in grado di gestirle.

Dobbiamo spiegare al mondo intero che i Medici senza gli Infermieri non possono far guarire gli ammalati.

Dobbiamo gridare al mondo che “SENZA INFERMIERI NON C’E’ FUTURO”.

 Guarda il video qui: youmedia.fanpage.it

 Fonte: www.infermieristicamente.it

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